Little sweet house (titolo provvisorio)

Liberamente ispirato a Revolutionary Road di Richard Yates

di Renato Gabrielli
con Rossella Rapisarda, Stefano Annoni, Daniele Gaggianesi
regia e disegno luci Fabrizio Visconti
scenografia Marco Muzzolon
costumi Mirella Salvischiani
musiche originali Marco Pagani
un progetto La Gare
produzione Eccentrici Dadarò

con il sostegno di Progetto NEXT 2019

 

Lo Spettacolo

LEI e LUI. Belli, intelligenti, piuttosto colti, innamorati. Una casa “carina” e accogliente. Un lavoro noioso ma sicuro per LUI. Blandi impegni domestici per LEI, che ha tempo per coltivare come hobby la sua antica passione d’attrice.

Ma LEI e LUI vogliono, o almeno sognano, altro. Si ritengono entrambi superiori all’ambiente mediocre e piccolo borghese che li circonda e imprigiona; e questo senso di superiorità, chissà quanto fondato, li tiene uniti e segretamente complici.

Finché…

Little sweet house” esplora, alternando i punti di vista di LEI, LUI e NOI, gli umanissimi slanci, meschinità, successi illusori e prevedibili disfatte di personaggi che ambiscono a essere felici, ma rimangono invischiati nelle menzogne che raccontano a se stessi e agli altri pur di tirare avanti.

Lo spettacolo nasce dal romanzo americano Revolutionary Road di Richard Yates, edito nel 1961 e capace di segnare la letteratura contemporanea al punto da far dire a Tennessee Williams: “Se nella letteratura americana moderna ci vuole qualcos’altro per fare un capolavoro, non saprei dire cosa”.

Oltre allo stile letterario, la potenza del testo è segnata dalla sua capacità di leggere in maniera profetica il nascere e lo svilupparsi della Società Globalizzata, il prepararsi del conflitto tra Individuo Sociale e Individuo Reale.

La tematica del romanzo è quanto di più urgente si possa vivere nella nostra società odierna, raccontata con parole di 60 anni fa.

Una denuncia lucidissima ed empatica allo stesso tempo, attraversata tramite una storia di coppia che cerca di non affondare nell’avanzare di un mondo che ci vuole tutti uguali, vestiti e pettinati come si conviene, in casette di legno bianco con vialetto e automobile quietamente parcheggiata davanti a casa.

Un testo crudele quanto basta per sollecitare una reazione semplicemente lasciando parlare gli effetti delle cose, un monito per indurre un’azione di responsabilità individuale.